La Regione Siciliana si trova nuovamente davanti a una partita finanziaria ad alto impatto, con un conto complessivo che potrebbe arrivare fino a 140 milioni di euro. A riaccendere la tensione sui conti pubblici sono i piani di risanamento del Consorzio Autostrade Siciliane (Cas) e dell’Azienda Siciliana Trasporti (Ast), entrambi pronti a chiedere nuovi interventi economici a Palazzo d’Orléans per evitare squilibri strutturali. Il nodo più sensibile riguarda proprio il Cas, che nel suo piano di rilancio inserisce una misura destinata a far discutere: l’attivazione del pedaggio sulla nuova autostrada Siracusa–Gela, con la conseguente apertura dei caselli e l’introduzione di un sistema tariffario stabile su un’arteria strategica per il sud-est siciliano.
Siracusa–Gela a pagamento: la svolta dei caselli
Nel documento predisposto dal Consorzio, infatti, la gratuità della tratta Siracusa–Gela non sarebbe più sostenibile. L’ipotesi centrale è quella di trasformare l’infrastruttura in una tratta a pedaggio, con l’installazione dei caselli e un sistema di riscossione analogo a quello già in vigore sulle altre autostrade dell’Isola. L’obiettivo dichiarato è quello di generare nuove entrate strutturali, stimate complessivamente tra i 12 e i 15 milioni di euro annui, grazie sia all’avvio del pagamento sulla nuova tratta sia all’adeguamento delle tariffe esistenti secondo i parametri Istat. Una scelta che rappresenta un cambio di paradigma significativo: una delle infrastrutture più attese e simboliche del territorio entrerebbe così a regime economico pieno, con impatto diretto sugli automobilisti e sul sistema dei trasporti locali.
Il piano Cas: tra energia, debiti e richiesta alla Regione
Accanto al capitolo dei pedaggi, il piano del Cas prevede anche la realizzazione di impianti fotovoltaici lungo le autostrade, affidati a un partner privato, con l’obiettivo di ridurre i costi energetici — oggi intorno ai 12 milioni l’anno — e generare nuove entrate. Resta però irrisolta la posizione debitoria verso Enel, che si aggira intorno ai 40 milioni di euro, ulteriore elemento di pressione sui conti del Consorzio. Il terzo pilastro del piano è quello più pesante per la finanza regionale: un intervento diretto della Regione stimato in circa 100 milioni di euro, considerato indispensabile per sostenere il riequilibrio e garantire l’obiettivo del pareggio entro il 2030.
Ast, nuovo tentativo dopo il piano fallito
Sul fronte trasporti, la situazione dell’Ast appare altrettanto delicata. Il precedente piano di risanamento non ha prodotto i risultati attesi, nonostante un contributo regionale da circa 40 milioni negli ultimi due anni. Ora il presidente Luigi Genovese prepara un nuovo piano industriale che prevede ulteriori richieste di risorse pubbliche, accompagnate da una riorganizzazione interna del personale attraverso un nuovo concorso. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dal noleggio di autobus e autisti privati, una voce di spesa che oggi può arrivare fino a un milione di euro al mese.
Regione in allarme sui conti
Nel complesso, il sistema Cas-Ast torna a pesare in maniera significativa sul bilancio regionale, con richieste che complessivamente potrebbero avvicinarsi ai 140 milioni di euro. A Palazzo d’Orléans cresce la cautela, soprattutto di fronte a un piano che, nel caso del Cas, introduce una misura destinata a incidere direttamente sui cittadini: la messa a pagamento della Siracusa–Gela attraverso l’attivazione dei caselli. Una decisione che apre un fronte politico ed economico delicato, destinato a incidere non solo sui conti pubblici ma anche sulla mobilità di un’intera area della Sicilia sud-orientale.
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