Dal banco di scuola alla strada, per toccare con mano la storia. Dopo una prima serie di incontri didattici svolti direttamente nelle aule degli istituti scolastici “Italo Calvino”, “Pizzigoni-Carducci”, “Rita Atria”, “Sante Giuffrida”, “Leonardo Sciascia” di Misterbianco, “Di Guardo-Quasimodo”, Convitto Nazionale “M. Cutelli”, Istituto Paritario “Valdisavoia”, “Federico De Roberto” e IIS “Fermi-Eredia”, il progetto “La Sicilia che racconta se stessa” ha realizzato la sua fase itinerante, portando docenti e alunni nel cuore pulsante del Centro Storico di Catania.

L’iniziativa ha proposto un approccio decisamente pratico, volto alla conoscenza diretta del ricchissimo patrimonio monumentale della città. Ad accompagnare i ragazzi in questo viaggio nel tempo è stato il dott. Privitera, esperto di Storia Patria catanese e autore del volume “L’eterni amanti di petra”. Proprio le pagine del suo libro, già affrontate in classe, hanno fatto da guida e da riscontro ideale alle testimonianze storiche incontrate lungo il cammino.

I “percorsi ragionati” tra storia e leggenda
Per rendere la passeggiata il più completa e variegata possibile, l’itinerario è stato suddiviso in veri e propri “percorsi ragionati” strutturati lungo i quattro punti cardinali della città. Un viaggio a 360 gradi che ha intrecciato urbanistica, arte, cronaca, biografie di personaggi illustri e curiosi aneddoti storici. I ragazzi hanno potuto ammirare e approfondire le storie legate ad alcuni dei simboli più importanti di Catania:
- I grandi monumenti: dall’immancabile Elefante di Piazza Duomo alle absidi normanne dell’Arcivescovado, passando per il Teatro Greco, il monumentale Tempio di San Nicolò l’Arena e lo splendido portale di Villa Cerami.
- Le vie dell’arte e della fede: il fascino barocco delle chiese di via Crociferi, ma anche tappe storiche come Porta Garibaldi, la “Porta di mezzo” (Cappella S.M. delle Grazie) e la Fontana di Tito Angelini (nota come l’Acqua ‘o linzolu).
- I luoghi della memoria: Spazio anche ai grandi nomi della cultura e della storia cittadina, con soste davanti alla lapide di Goethe, alla casa natale del poeta Mario Rapisardi e ai luoghi legati al Cardinale Dusmet, senza dimenticare i racconti popolari come la fonte di Gammazzita.
“Melior de cinere surgo”
Il filo conduttore dell’intera esperienza è stato riassunto nel celebre motto catanese impresso sulle tappe dell’itinerario: “Melior de cinere surgo” (risorgo sempre migliore dalle mie ceneri).

Ed è proprio da questo spirito di rinascita che è nato l’appello più accorato rivolto ai giovani partecipanti: “Conoscere la storia della propria città non solo per divulgarla, ma soprattutto per conoscere le proprie radici”.

Gli alunni e i docenti hanno risposto all’invito con estrema vivacità e un forte interesse partecipativo, dimostrando come la storia, quando raccontata con passione e vissuta sul campo, sappia ancora parlare con forza alle nuove generazioni.
