Cronaca Caltanissetta 2 min

Caltanissetta, donna investita in un cortile condominiale: assolta l’automobilista, “era distratta”

26 Maggio 2026

Assolta dopo oltre quattro anni di processo la conducente dell’auto che nel 2019 investì una donna all’interno di un cortile condominiale a Caltanissetta.

Il giudice monocratico del Tribunale nisseno, Giuseppina Figliola, ha rigettato anche la richiesta di risarcimento da circa 250mila euro avanzata dai familiari della persona ferita nei confronti della compagnia assicurativa.

L’incidente nel 2019

La vicenda risale all’11 marzo 2019, quando, secondo l’accusa, una donna alla guida di un’auto avrebbe investito una donna a piedi all’interno dell’area condominiale di un palazzo.

La vittima riportò lesioni gravissime, con fratture multiple alla gamba sinistra, subendo tre interventi chirurgici e un lungo periodo di ricovero e fisioterapia.

Nel procedimento penale l’imputata era accusata di lesioni stradali gravissime.

Già risarcita con oltre 180mila euro

Nel corso degli anni la compagnia assicurativa Axa aveva già risarcito in via transattiva la persona offesa con una somma superiore ai 180mila euro.

Successivamente si erano costituiti parte civile anche il marito e i tre figli della donna, sostenendo di avere subito pesanti ripercussioni economiche e familiari a causa dell’incidente e chiedendo ulteriori risarcimenti per circa 250mila euro.

“Auto a bassissima velocità”

Secondo quanto sostenuto dalle difese dell’imputata, assistita dall’avvocato Rosario Di Proietto, e della compagnia assicurativa Axa, rappresentata dall’avvocato Rosario Didato, la dinamica del sinistro sarebbe stata differente rispetto a quella prospettata dall’accusa.

Nel corso del processo sarebbe stata evidenziata la bassissima velocità dell’auto, inferiore ai 10 chilometri orari secondo quanto emerso dalla scatola nera del veicolo.

“La pedone utilizzava il cellulare”

La difesa ha inoltre sostenuto il possibile comportamento distratto della donna che, secondo quanto emerso in aula, avrebbe attraversato mentre utilizzava il telefono cellulare.

Dopo un dibattimento durato oltre quattro anni, il Tribunale ha assolto l’imputata, accogliendo integralmente le richieste delle difese e respingendo le domande risarcitorie avanzate dalle parti civili.

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