Non si ferma l’attività investigativa della Polizia di Stato sui gravi episodi verificatisi allo stadio “Angelo Massimino” durante la partita tra Catania e Ascoli dello scorso 27 maggio. A distanza di alcuni giorni dai fatti, gli agenti della Digos della Questura etnea hanno individuato e denunciato altri sette tifosi ritenuti coinvolti nei disordini che hanno caratterizzato la fase finale dell’incontro valido per i playoff. La tensione era esplosa negli ultimi minuti della gara, quando sugli spalti si era diffuso il malcontento di una parte della tifoseria rossazzurra. Nonostante il vantaggio maturato sul campo, infatti, il Catania stava vedendo sfumare la possibilità di accedere alla finale degli spareggi promozione, circostanza che aveva innescato una dura contestazione nei confronti della squadra.
In quel clima particolarmente acceso, da diversi settori dello stadio erano stati lanciati numerosi fumogeni e petardi verso il terreno di gioco. Gli artifici pirotecnici avevano raggiunto sia il campo sia la pista d’atletica che circonda l’impianto sportivo, creando una situazione di serio pericolo per atleti, addetti ai lavori e operatori impegnati nei servizi di sicurezza. L’intensità dei lanci aveva reso necessario anche l’intervento dei Vigili del Fuoco presenti a bordo campo per garantire la sicurezza dell’area e scongiurare ulteriori rischi. La presenza di materiale esplodente e fumogeni in un contesto affollato aveva rappresentato una concreta minaccia per l’incolumità delle persone presenti, compresi gli stessi operatori di polizia impegnati nel monitoraggio della situazione.
Le indagini, avviate immediatamente dopo gli incidenti, avevano già portato nei giorni scorsi all’arresto in flagranza differita di due ultras, accusati di aver lanciato petardi sul rettangolo di gioco. Parallelamente, gli investigatori hanno proseguito il lavoro di analisi delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza dello stadio. Fondamentale si è rivelato il contributo del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, che ha estrapolato e messo a disposizione i filmati esaminati successivamente dagli specialisti della Digos. Attraverso un’attenta e dettagliata visione dei singoli fotogrammi, gli agenti sono riusciti a individuare altri sostenitori mentre accendevano e lanciavano fumogeni dagli spalti.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, quattro dei denunciati si trovavano nel settore Tribuna B, uno nella Curva Sud e uno nella Curva Nord. Tutti sono stati successivamente identificati grazie a una meticolosa attività investigativa che ha consentito di ricostruire i loro movimenti e attribuire le singole condotte contestate. I soggetti coinvolti appartengono a diverse fasce d’età e sono nati tra il 1983 e il 2003. Nei loro confronti è scattata la denuncia per le violazioni previste dalla normativa che disciplina la sicurezza durante le manifestazioni sportive, ferma restando la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Sul piano amministrativo, la Divisione Anticrimine della Questura sta inoltre predisponendo i provvedimenti di Daspo che saranno valutati e applicati in base alle responsabilità accertate e agli eventuali precedenti di ciascun tifoso. Nei confronti dei due ultras arrestati nei giorni scorsi il Questore aveva già disposto il divieto di accesso alle manifestazioni sportive per cinque anni. Analoghi provvedimenti erano stati notificati anche ad altri due tifosi trovati in possesso di fumogeni durante le operazioni di controllo effettuate dal personale del X Reparto Mobile, ai quali era stato imposto un Daspo della durata di un anno.
L’inchiesta resta aperta e non si escludono ulteriori sviluppi nelle prossime settimane, qualora l’analisi dei filmati e degli altri elementi raccolti consentisse di individuare ulteriori responsabili dei disordini avvenuti durante la contestata sfida playoff.
L’articolo Catania. Caos al Massimino durante Catania-Ascoli: altri sette tifosi identificati e denunciati dalla Polizia proviene da Libertà Sicilia.