Il diritto di accesso al mare torna a infiammare il dibattito politico e sociale a Siracusa. Al centro della contestazione, ancora una volta, la suggestiva e contesa area costiera compresa tra la Pillirina e il Minareto, uno dei tratti paesaggistici più preziosi dell’intero litorale aretuseo. Nella giornata di ieri, il Partito Comunista Italiano di Siracusa ha promosso un nuovo momento di mobilitazione e protesta nei pressi di Traversa Sant’Agostino, riaccendendo i riflettori su una vicenda annosa che il partito definisce «una palese e prolungata sottrazione di un bene pubblico alla collettività».
I cancelli della discordia
Secondo la denuncia del PCI siracusano, Traversa Sant’Agostino ricadrebbe a tutti gli effetti all’interno della proprietà comunale e dovrebbe, per legge e logica di servizio, garantire il libero e incondizionato transito dei cittadini verso la scogliera. Tuttavia, l’accesso alla costa risulta di fatto sbarrato da due storici cancelli installati da decenni. Una situazione di stallo che, secondo i promotori della protesta, rappresenta lo specchio di una gestione del territorio che penalizza la cittadinanza a favore di interessi privati o di sbarramenti storicizzati ma privi di reale legittimità pubblica.
La mobilitazione di ieri – svoltasi in condizioni logistiche non facili, tra il caldo intenso della stagione, la vegetazione incolta e un evidente stato di abbandono dell’area – viene considerata dal PCI solo la prima tappa di un percorso di lotta destinato a oltranza. L’obiettivo dichiarato è costringere le istituzioni a inserire la libera accessibilità alle spiagge e alle scogliere tra le priorità dell’agenda politica locale.
L’attacco a Palazzo Vermexio e il nodo PUDM
I rappresentanti del PCI non hanno risparmiato dure critiche ai vertici amministrativi della città, parlando apertamente di «inerzia istituzionale». Nel mirino della protesta finiscono sia l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco, accusata di non aver mai fornito risposte o soluzioni concrete su un caso sollevato a più riprese, sia il Consiglio comunale, ritenuto colpevole di non aver mai affrontato in modo incisivo la problematica, nemmeno di fronte alle ripetute sollecitazioni delle scorse settimane.
La vicenda dei cancelli di Traversa Sant’Agostino viene inserita dal partito in una cornice più ampia che riguarda la tutela delle aree demaniali e la redazione del PUDM (Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime). Sullo strumento urbanistico balneare, i comunisti chiedono che tutte le osservazioni presentate dalle associazioni e dai movimenti a tutela dei beni comuni vengano vagliate con rigore nell’esclusivo interesse pubblico, per evitare che la costa siracusana si trasformi in un mosaico di divieti e privatizzazioni di fatto.
Il Focus
La dichiarazione di Marco Gambuzza (Comitato Provinciale e Regionale PCI). «Non arretreremo di un millimetro su questa battaglia di civiltà, trasparenza e legalità. La riapertura di Traversa Sant’Agostino e la restituzione alla collettività di questo tratto di costa non è solo una rivendicazione ambientale, ma una questione di giustizia sociale e di dignità per una città a vocazione turistica che non può permettersi di negare il proprio mare ai propri cittadini. Ringraziamo quanti ieri, sfidando il caldo e l’incuria di un sito lasciato all’abbandono, hanno scelto di metterci la faccia. Le nostre iniziative proseguiranno fino a quando Palazzo Vermexio non farà valere le ragioni del pubblico su quelle dei lucchetti e dei cancelli abusivi o illegittimi».
L’articolo Siracusa. Litorale negato alla Pillirina: il PCI riaccende la protesta sui cancelli di Traversa Sant’Agostino proviene da Libertà Sicilia.