Nuovo colpo nella scia di assalti ai bancomat che da mesi colpisce la provincia di Siracusa. Questa notte, intorno alle 2:00, un forte boato ha svegliato i residenti di Belvedere: ignoti hanno piazzato un ordigno esplosivo davanti allo sportello automatico della filiale Monte dei Paschi di Siena di via Alcide De Gasperi, facendolo detonare per impossessarsi del denaro custodito all’interno.
La deflagrazione ha causato ingenti danni alla struttura, ancora in fase di quantificazione. Sul posto sono intervenuti Polizia e Carabinieri, che hanno delimitato l’area e avviato i primi rilievi tecnici. Le forze dell’ordine stanno ora acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona, nella speranza di risalire all’identità dei responsabili. Al momento non risultano feriti né arresti.
Una scia di colpi che dura da mesi
L’episodio di Belvedere si inserisce in una lunga sequenza di assalti simili che negli ultimi mesi ha interessato ripetutamente il Siracusano, con particolare concentrazione nella zona montana e nelle aree interne della provincia:
- 11 gennaio – doppio colpo a Palazzolo Acreide e Buccheri
- 25 gennaio – bomba carta contro il bancomat Montepaschi di Sortino, con paese svegliato dall’esplosione intorno alle 3:30
- 25 aprile – a Melilli, in via Iblea, un ordigno ad alto potenziale danneggia gravemente l’ingresso della filiale della Banca Agricola Popolare di Sicilia, mandando in frantumi vetri anche nelle abitazioni circostanti
- 1 maggio – colpo alla BNL di Lentini, con disagi per dipendenti e clienti
- Assalti registrati anche a Carlentini, dove i malviventi non sono riusciti a portare via lo sportello e sono fuggiti prima dell’arrivo dei Carabinieri
- A Mascalucia, nel Catanese, un tentativo simile si è invece concluso con l’arresto di un 43enne originario di Francofonte
I banditi agiscono quasi sempre di notte, tra le 2 e le 4 del mattino, spesso nei weekend o a ridosso di giorni festivi — quando gli sportelli vengono caricati con maggiori quantità di contante. Le tecniche più usate restano l’esplosivo (la cosiddetta “marmotta”) e, in alcuni casi, mezzi pesanti come escavatori per sradicare fisicamente gli ATM.
La ripetizione di questi episodi ha spinto associazioni di categoria come la CNA e rappresentanti istituzionali a chiedere un potenziamento dei controlli e presìdi fissi nei centri più esposti, soprattutto nelle aree a bassa densità abitativa dove le forze dell’ordine intervengono con tempi più lunghi.
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