«Non bisogna scegliere Catania soltanto per l’aspetto economico. Bisogna volerlo il Catania». Era stato molto chiaro, appena un mese fa, il direttore sportivo rossazzurro Fortunato Varrà, indicando uno dei principi sui quali costruire il nuovo progetto etneo. Una dichiarazione che oggi torna d’attualità alla luce della trattativa sfumata per Matteo Vitale.
Il concetto espresso dal dirigente è semplice, ma allo stesso tempo significativo: il denaro conta, ma non può essere l’unico elemento capace di determinare una scelta. Vestire la maglia del Catania, secondo la filosofia della società, deve rappresentare prima di tutto una scelta convinta, una responsabilità e un privilegio. «L’aspetto economico conta, ma è altrettanto importante avere il desiderio di vestire questa maglia. Per me è un privilegio», aveva aggiunto Varrà.
Il caso Vitale e la scelta del Catania
La vicenda legata a Matteo Vitale sembra rappresentare perfettamente questo modo di intendere il mercato. Il Catania aveva raggiunto un accordo con il centrocampista, in attesa che il giocatore definisse la propria situazione contrattuale con il Vicenza. C’era anche il benestare dell’allenatore Emilio Longo, che ha valorizzato al meglio le sue caratteristiche ai tempi del Crotone.
Tutto era indirizzato verso la definizione della trattativa, Poi, però, si è inserita la Salernitana proponendo una cifra leggermente superiore. A quel punto l’entourage del calciatore ha chiesto al Catania di rilanciare, modificando l’offerta inizialmente concordata. La risposta della società rossazzurra è stata negativa. Nessun rilancio e nessuna asta al rialzo. Una decisione che va letta proprio alla luce delle parole pronunciate da Varrà nelle scorse settimane. Il calciatore è stato ufficializzato in queste ore dai granata firmando un biennale con opzione di rinnovo. Si volta pagina. Amen.
Una questione di principio
Non si tratta soltanto di una questione economica. Il messaggio che arriva è soprattutto una questione di principio: il Catania vuole giocatori convinti del progetto, non calciatori che scelgono la destinazione soltanto perché offre qualcosa in più. È una linea che può anche comportare la rinuncia a qualche obiettivo di mercato, ma che allo stesso tempo permette alla società di mantenere una precisa identità nelle proprie strategie.
Il Catania deve essere una scelta
Il concetto di Varrà, dunque, assume oggi un significato ancora più forte: «Bisogna volerlo il Catania». Non basta valutare l’offerta economica, non basta considerare la convenienza personale. Per sposare un progetto ambizioso serve anche la volontà di sentirsi parte di una piazza importante, di una città che vive il calcio con una passione particolare e di una maglia che porta con sé aspettative enormi.
Vitale può aver scelto una strada diversa, il Catania ha scelto la propria. Senza rincorrere nessuno e senza partecipare ad aste. Una linea che può piacere o meno, ma che appare coerente con il messaggio lanciato da Varrà: il rossazzurro deve essere una scelta.
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