Cronaca Catania 3 min

L’EDITORIALE | Il momento in cui le ambizioni dovranno misurarsi con la realtà

17 Agosto 2026

La settimana che porta all’esordio in campionato non è una settimana qualunque. Per il Catania è il momento in cui tante questioni, sportive ed extra sportive, dovranno necessariamente trovare un punto di equilibrio. Domenica, al Massimino, arriverà l’Inter U23 e da quel momento il pallone comincerà a pesare molto più delle parole, delle promesse, delle rassicurazioni e anche degli errori commessi nelle ultime settimane.

Il Catania ha superato il Vicenza e poi ha affrontato il Parma al Tardini, uscendo dalla Coppa Italia Frecciarossa dopo una sconfitta contro una squadra di due categorie superiore. Il 2-0 del Tardini ha chiuso il percorso rossazzurro, ma non ha cancellato le indicazioni positive emerse soprattutto sul piano dell’atteggiamento e della personalità. Contro un avversario di Serie A il Catania ha provato a giocare, senza rinunciare alla propria identità.

Adesso, però, arriva il campionato. E il campionato non concede premi per le buone intenzioni. Emilio Longo deve chiudere il cerchio. L’allenatore ha bisogno di una rosa che gli permetta di affrontare una stagione lunga, logorante e piena di variabili con equilibrio in ogni reparto. Il mercato deve completare ciò che ancora manca e, allo stesso tempo, individuare le uscite necessarie per evitare una rosa sovradimensionata in alcuni settori e scoperta in altri. Il lavoro della società, dunque, non può considerarsi concluso.

Il Catania ha ancora bisogno di qualche tassello. Non necessariamente di nomi da copertina, ma di giocatori funzionali a un progetto tecnico preciso. È qui che si misurerà anche la capacità della dirigenza di trasformare il mercato in una squadra vera. Perché costruire una rosa è una cosa, costruire un gruppo equilibrato è un’altra.

E poi c’è l’altra partita, quella che si gioca fuori dal campo. La vicenda della fideiussione ha rappresentato un passaggio che non può essere archiviato semplicemente con il suo rientro. Il problema è stato risolto, ma dopo una scadenza federale che avrebbe dovuto essere rispettata. Per questo il confronto tra una parte della tifoseria organizzata e la società era inevitabile. La piazza aveva bisogno di risposte, non soltanto di rassicurazioni.

Il punto non è alimentare una guerra permanente tra tifosi e società. Sarebbe un errore. Il punto è pretendere chiarezza, perché una società ambiziosa deve essere giudicata anche dalla capacità di evitare certi inciampi. La tifoseria può comprendere un errore, ma ha bisogno di capire quale sia la direzione. E soprattutto vuole vedere coerenza tra ciò che viene detto e ciò che viene fatto.

Poi c’è Torre del Grifo. L’acquisto del centro sportivo è una delle operazioni più importanti realizzate dal Catania negli ultimi anni. Il club ha ripreso la struttura e ha avviato un percorso di riqualificazione, ma Torre del Grifo non è ancora tornato ad essere, pienamente, la casa del Catania. I lavori hanno conosciuto un periodo di stop ma il centro dovrà tornare progressivamente operativo.

Il tempo delle prove generali è finito. Il Parma ha fornito indicazioni, il mercato deve completare il lavoro già fatto e le vicende societarie hanno ricordato che non basta avere una buona squadra. Adesso serve un Catania credibile in ogni sua componente.

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