Cronaca Catania 2 min

Catania senza carattere, l’allarme arriva dallo spogliatoio

30 Agosto 2026

Ci sono sconfitte che fanno ancora più rumore per il modo in cui arrivano, come quella di Bari contro il Monopoli. A fotografare la prestazione rossazzurra sono state soprattutto le parole di Alessandro Quaini, che nel post partita non ha cercato attenuanti: «Siamo stati passivi e mosci».

Parole dure ma importanti. Perché arrivano da un giocatore della squadra e raccontano una sensazione evidente anche dall’esterno: il Catania non è riuscito a mettere in campo quella determinazione che ci si sarebbe aspettati dopo la sconfitta dell’esordio.

Definirsi «passivi e mosci» è un’autocritica che riguarda l’atteggiamento, la personalità e la capacità della squadra di affrontare una partita con la giusta intensità. Quaini ha scelto quindi di non nascondersi dietro gli episodi o le difficoltà incontrate durante la gara.

La domanda viene quasi naturale: è normale vedere un Catania «passivo e moscio» dopo una sconfitta così pesante all’esordio? No. Dopo il passo falso contro l’Inter U23, la trasferta di Bari avrebbe dovuto rappresentare l’occasione per dare una risposta. Non necessariamente sul piano del risultato, perché nel calcio nessuno può garantire una vittoria, ma almeno sotto il profilo dell’atteggiamento. Ci si aspettava una squadra più determinata, più aggressiva e desiderosa di cancellare immediatamente le sensazioni negative della prima giornata.

Le parole di Quaini raccontano invece una realtà diversa. Il Catania aveva bisogno di una risposta soprattutto caratteriale. Dopo una sconfitta all’esordio, una squadra ambiziosa deve dimostrare di aver compreso gli errori e di avere la forza per reagire. Ed è un aspetto sul quale Longo dovrà lavorare molto, perché la componente mentale può incidere profondamente sul rendimento.

L’autocritica, però, può avere anche un valore positivo. Riconoscere di essere stati «passivi e mosci» significa almeno avere la consapevolezza del problema. Il rischio sarebbe stato cercare giustificazioni, attribuire tutto alla sfortuna o agli episodi e considerare il 2-0 di Monopoli soltanto una giornata storta.

La stagione è appena iniziata e due sconfitte non possono cancellare le ambizioni costruite durante l’estate. Ma possono rappresentare un’occasione per fermarsi e capire cosa non sta funzionando. Dall’autocritica di Quaini può nascere una squadra diversa, ma la squadra risponda fattivamente sul campo.

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