Cronaca Catania 3 min

Quella parola pesa più delle due sconfitte: «Presunzione»

30 Agosto 2026

Tra le dichiarazioni rilasciate da Emilio Longo dopo la sconfitta contro il Monopoli, ce n’è una che merita particolare attenzione: «Si potrebbe varcare la soglia della presunzione». Una parola pesante. Forse la più pesante utilizzata dal tecnico per descrivere questo complicato avvio di campionato.

Longo stava parlando della necessità di mantenere alta la concentrazione e di comprendere le difficoltà del campionato. Il suo ragionamento parte dalla convinzione che il Catania sia una squadra che tende a pensare in maniera molto positiva, ma che proprio questa fiducia nei propri mezzi possa trasformarsi in qualcosa di controproducente. «Questo fa il paio quasi con una squadra che tendenzialmente pensa in modo troppo positivo e si potrebbe varcare la soglia della presunzione», ha detto l’allenatore.

Non significa necessariamente che il Catania sia una squadra presuntuosa. Sarebbe una conclusione troppo semplice e probabilmente ingenerosa. Ma Longo ha aperto una porta che riguarda il rapporto tra ambizione e umiltà.

AMBIZIONE SI’, MA SENZA SENTIRSI SUPERIORI

Il Catania è stato costruito con ambizioni importanti. l’obiettivo dichiarato è quello di competere per le posizioni di vertice. Tutto questo genera inevitabilmente aspettative. Ogni gara deve essere affrontata con la stessa attenzione, la stessa fame e la stessa disponibilità al sacrificio. Longo ricorda questo alla sua squadra. Pensare di essere forti è necessario. Pensare di essere più forti dell’avversario prima ancora di dimostrarlo sul campo può diventare pericoloso. Il Catania deve capire rapidamente che nessuno gli regalerà nulla, per questo serviranno ancora più attenzione e determinazione.

LA PRESUNZIONE NASCE QUANDO SI PERDE UMILTA’

La parola utilizzata da Longo può essere letta anche in un’altra maniera. La presunzione non significa necessariamente sentirsi superiori agli altri. Può manifestarsi anche in maniera più sottile: pensare che la qualità individuale possa risolvere situazioni che invece richiedono sacrificio, concentrazione e organizzazione. Può significare sottovalutare una seconda palla, perdere un duello, affrontare un avversario senza la necessaria aggressività, pensare che prima o poi la partita si aggiusterà da sola. Dettagli che possono costare carissimo.

IL CATANIA DEVE RITROVARE L’UMILTA’

Quella parola, «presunzione», merita di essere presa sul serio. Non perché basti una frase dell’allenatore per accusare una squadra di essere presuntuosa. Ma perché arriva in un momento nel quale il Catania deve necessariamente interrogarsi sul proprio atteggiamento.

Le sconfitte possono essere analizzate dal punto di vista tattico. Gli errori possono essere corretti. La condizione fisica può migliorare. Ma se alla base ci fosse una convinzione eccessiva nei propri mezzi, allora il problema sarebbe più profondo.

Il Catania deve chiedersi se sta affrontando questo campionato con la giusta mentalità. Non basta sapere dove si vuole arrivare. Bisogna accettare la fatica necessaria per arrivarci. Pensare di potere raggiungere gli obiettivi senza sporcarsi le mani può diventare il più grande dei problemi. La parola «presunzione» non è una sentenza, ma toccherà al Catania dimostrare che quella soglia non è stata davvero oltrepassata.

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