Si prepara al gran finale la seconda edizione di EtnaForum, la kermesse che ha trasformato Piazza Cisterna a Ragalna nel cuore pulsante del dibattito politico, culturale e turistico nazionale.
La giornata di oggi segnerà l’atto conclusivo di una cinque giorni di altissimo livello istituzionale e mediatico.
Il programma della giornata si aprirà alle ore 18:00 con il panel intitolato “Il processo giusto: c’è o non c’è?”. Il dibattito, moderato dal giornalista Salvatore Fazio, vedrà i contributi tecnici e politici del senatore Sandro Sisler e del pubblico ministero dott.ssa Annalisa Imparato.
Segue l’intervista al Presidente del Senato, Ignazio La Russa, condotta dalla giornalista Myrta Merlino, per analizzare le prospettive future della Nazione e della Sicilia.
Il panel finale “4 anni di governo: maggioranza e opposizione a confronto”, moderato dalla giornalista Myrta Merlino, concluderà i dibattiti. Un momento che vedrà salire sul palco autorevoli esponenti di tutti gli schieramenti: Mara Carfagna, Mariolina Castellone, Antonello Cracolici, Giampiero Cannella, Marco Osnato e Antonio Nicita.
Dalle ore 21:00, spazio al premio Etnaforum al campione Marco Tardellii e gran finale con l’attesissimo concerto di Marco Masini, a ingresso libero, che chiuderà la manifestazione sulle note dei suoi storici successi.
Intanto ieri è andata in scena la quarta giornata sul focus : “𝑷𝒂𝒓𝒄𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝑬𝒕𝒏𝒂: 𝒅𝒂 𝒓𝒆𝒈𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒂 𝒏𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆, 𝒑𝒆𝒓 𝒖𝒏’𝒆𝒄𝒄𝒆𝒍𝒍𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒆𝒖𝒓𝒐𝒑𝒆𝒂” 𝒉𝒂 𝒗𝒊𝒔𝒕𝒐 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒏𝒇𝒓𝒐𝒏𝒕𝒐 𝒕𝒓𝒂 𝒊𝒔𝒕𝒊𝒕𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒑𝒐𝒍𝒊𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒆 𝒕𝒆𝒄𝒏𝒊𝒄𝒊 𝒔𝒐𝒑𝒓𝒂𝒕𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒂 𝒓𝒊𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒄𝒐”.

Presenti tra gli altri il Mi𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐦𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐌𝐚𝐳𝐳𝐢 intervistato dal direttore di Italpress, Gaspare Borsellino. “Sulla vicenda di Fontanarossa “occorre una cabina di regia”, “non può essere un’emergenza quello che non dovrebbe esserlo”. Il Ministro ha inoltre sottolineato l’importanza identitaria e turistica del vulcano, affermando che “i turisti non è che vengono a fare turismo in Sicilia nonostante l’Etna, vengono a fare turismo in Sicilia perché c’è l’Etna”.
𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐆𝐢𝐚𝐦𝐦𝐮𝐬𝐬𝐨 (𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐄𝐭𝐧𝐚)
Il presidente dell’ente ha aperto il panel difendendo la necessità del cambio di status giuridico dell’area protetta, scacciando i timori legati ai vincoli normativi. “La transizione da parco regionale a parco nazionale non deve essere vista come un appesantimento burocratico o normativo. È, al contrario, una straordinaria leva di marketing territoriale a livello europeo e uno strumento per attrarre investimenti e risorse dirette, elevando gli standard di tutela della biodiversità del nostro vulcano patrimonio UNESCO”.
𝐒𝐚𝐥𝐯𝐨 𝐏𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐬𝐞 (𝐒𝐞𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 – 𝐅𝐫𝐚𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐝’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚).
Il senatore ha spostato l’attenzione sul quadro legislativo romano, assicurando massima priorità politica all’iter burocratico in Parlamento. “L’Etna è un brand globale e come tale merita l’attenzione delle istituzioni centrali. L’iter per la statalizzazione del parco serve a sbloccare regimi fiscali di vantaggio per le imprese locali e una regia centralizzata dello Stato, garantendo al contempo il massimo ascolto e il rispetto delle comunità e delle autonomie dei comuni etnei”.
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐂𝐢𝐚𝐧𝐜𝐢𝐭𝐭𝐨 (𝐃𝐞𝐩𝐮𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 – 𝐅𝐫𝐚𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐝’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚).
Il deputato nazionale ha posto l’accento sulla tutela dell’economia reale dei territori montani e sulla gestione delle contingenze territoriali. “Dobbiamo coniugare i vincoli ambientali di un parco nazionale con le necessità quotidiane di chi sul vulcano vive e lavora, dagli agricoltori alle guide turistiche. Serve che lo Stato intervenga anche con strumenti e leggi speciali per gestire le emergenze cicliche, come i danni da cenere vulcanica o i dissesti causati dalle intemperie, a salvaguardia delle nostre imprese”.
𝐈𝐧𝐠. 𝐒𝐚𝐥𝐯𝐨 𝐅𝐢𝐨𝐫𝐞 (𝐃𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐆𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐨𝐯𝐢𝐚 𝐂𝐢𝐫𝐜𝐮𝐦𝐞𝐭𝐧𝐞𝐚 – 𝐅𝐂𝐄).
Il punto di vista tecnico e logistico è stato affidato al direttore di FCE, che ha illustrato la svolta green legata alla mobilità attorno al vulcano. “La Ferrovia Circumetnea si candida a essere la vera e propria ‘metropolitana green’ dell’Etna. Il potenziamento delle nostre tratte, l’introduzione di vetture a basso impatto e l’intermodalità sono passaggi chiave per decongestionare il traffico veicolare sulle pendici, garantendo un turismo ecologico, accessibile e destagionalizzato di standard europeo”.