Cronaca Catania 3 min

STAMPA LOCALE – Gagliano: «Non c’è un’idea, un’identità di gioco. È preoccupante»

30 Agosto 2026

Il momento del Catania continua a far discutere. Nel corso di “Diretta Stadio”, in onda su Telecolor, il giornalista Angelo Gagliano ha analizzato le difficoltà mostrate dai rossazzurri nelle prime gare ufficiali della stagione, soffermandosi soprattutto sulla condizione fisica, sull’identità di gioco e sulla mancata reazione dopo gli episodi negativi.

Gagliano parte proprio dall’aspetto fisico, sottolineando come sia normale che all’inizio della stagione non tutti i calciatori abbiano raggiunto lo stesso livello di condizione. «Siamo all’inizio di stagione e non tutti i calciatori hanno lo stesso livello di condizione fisica. Ma se dopo un mese e mezzo circa di lavoro la squadra ha questo tipo di capacità fisiche, c’è molto da riflettere su quello che è stato fatto e come è stato fatto».

Una considerazione che apre anche una riflessione sulla preparazione atletica. Alcune squadre, infatti, possono scegliere di programmare un picco di condizione più avanti, mentre altre puntano a partire immediatamente con maggiore intensità. Ma, secondo Gagliano, il problema del Catania non può essere ricondotto esclusivamente alla condizione fisica. «Qui mi pare che il problema non sia questo. Il Catania non ha un’idea, un’identità di gioco, non si è vista ed è preoccupante perché continua a ripetere sistematicamente gli stessi errori».

Il giornalista allarga poi l’analisi alle prime quattro gare ufficiali, considerando anche la Coppa Italia. «Le partite ufficiali giocate adesso sono quattro, includendo la Coppa Italia. Gli stessi errori si sono rivisti in campionato», osserva. Una delle principali criticità riguarda la fase difensiva: «Squadra che subisce sistematicamente gol». L’unica vera reazione è arrivata a Vicenza, dove il Catania è riuscito a recuperare la partita prima di imporsi ai calci di rigore.

Contro il Monopoli, invece, il divario tra le due squadre è apparso evidente. «Dal punto di vista tecnico e tattico, ma anche nervoso e reattivo, manca il Catania», sostiene Gagliano. Il Monopoli, pur non proponendo una prestazione spettacolare, ha mostrato maggiore concretezza e capacità di interpretare la gara. «Ha affrontato il Monopoli, avversario con delle buone basi e di categoria, però c’è stato un abisso tra chi ha espresso il suo gioco, non esaltante, e chi invece non è sceso in campo, se non per 15 minuti».

Un problema che non si è manifestato soltanto a Bari. Il Catania aveva infatti iniziato bene anche contro l’Inter U23: «Il Catania aveva fatto una buona prima parte del primo tempo contro l’Inter U23, stesso incipit a Bari per poi svanire assolutamente non appena subisce gol». Da qui una domanda che pesa sul lavoro dell’allenatore: «C’è un problema che non so se in questo momento Longo è in grado di gestire».

Gagliano si sofferma poi sulle prestazioni dei singoli, prendendo come esempio Cicerelli e Bruzzaniti. «Ci sono dei giocatori che deludono. Bruzzaniti è venuto qui con la qualità di un grande trequartista, che aveva fatto tanti gol al Pineto», ricorda. Le aspettative sul calciatore erano quindi elevate, ma il rendimento offerto finora non sembra averle rispettate. «A Catania ha ricominciato come aveva finito la stagione scorsa», afferma Gagliano.

Il riferimento è soprattutto alla scarsa pericolosità offensiva mostrata contro il Monopoli: «Un solo tiro di Cicerelli nel primo tempo, Bruzzaniti non ha mai puntato l’area di rigore, non ha mai creato superiorità».

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