Nel corso della trasmissione “Anteprima Corner”, in onda su Telecolor, il giornalista Alessandro Vagliasindi ha analizzato il momento del Catania dopo le prime due giornate di campionato. Al centro della riflessione ci sono il ridimensionamento del budget, le scelte di mercato, gli equilibri tattici e una squadra che presenta ancora evidenti problemi nelle due fasi di gioco.
UN CAMPIONATO PIU’ LIVELLATO VERSO IL BASSO
Secondo Vagliasindi, il campionato di Serie C di quest’anno non presenta una vera squadra capace di imporsi nettamente sulle altre. “Questa è una stagione senza una vera corazzata che si stacca dalle altre. Il livello del campionato rispetto allo scorso anno si è livellato verso il basso”.
Una considerazione che aumenta il rammarico per il Catania, soprattutto alla luce del rendimento delle principali concorrenti: “Oggi il Catania dell’anno scorso, secondo me, avrebbe avuto grandi chance di farcela, la Salernitana non è partita bene e il Bari è stato surclassato a Barletta”.
“IL CATANIA E’ STRUTTURALMENTE SCOMPENSATO”
A preoccupare è soprattutto il modo in cui la squadra affronta le partite. “Il rammarico aumenta e diventa preoccupazione se incominciamo a renderci conto di evidenze chiare. Il Catania è una squadra che definirei strutturalmente scompensata”. Il giornalista individua una difficoltà evidente nel collegamento tra fase offensiva e fase difensiva. Questo rende la squadra vulnerabile.
“Dal punto di vista degli equilibri tra le due fasi non ha ancora individuato i modi per poterlo fare correttamente”. Una situazione che coinvolge sia l’organizzazione generale che il rendimento dei singoli. Vagliasindi assolve in parte Longo, sottolineando come il tecnico prepari le partite con determinate indicazioni, ma come queste vengano poi disattese durante la gara. “Longo le partite le prepara in un certo modo, dà ai giocatori delle consegne. Se poi dopo 18 minuti tutto salta in aria è ovvio che Longo non ha voluto questo dai suoi giocatori”.
Entrano in gioco anche una componente mentale e alcune carenze individuali. “È un atteggiamento in primis mentale, secondo me, e anche di carattere tecnico rispetto ad alcune individualità”. Particolarmente significativo il dato relativo alle occasioni concesse: secondo Vagliasindi, nelle prime due partite il Catania avrebbe subito una quantità di opportunità da gol superiore a quella concessa complessivamente durante tutto il girone d’andata della stagione precedente.
IL PESO DEL RIDIMENSIONAMENTO DEL BUDGET
Un’altra questione centrale riguarda il mercato. Vagliasindi collega parte delle difficoltà attuali alla riduzione delle risorse economiche a disposizione del club. “Questa squadra ha dei limiti che partono da un ridimensionamento del budget da 9 a 4 milioni, che ha costretto i dirigenti a fare delle scelte drastiche cercando innanzitutto di alleggerire il più possibile il monte ingaggi”. Il ridimensionamento ha quindi condizionato profondamente le strategie societarie.
Tra le operazioni citate ci sono le partenze di Casasola e Forte, la rinuncia alla possibilità di proseguire con Pieraccini e D’Ausilio, la situazione di Dini. Secondo Vagliasindi, il Catania non avrebbe potuto muoversi sul mercato con la stessa libertà della passata stagione. “Nell’impostazione di questa sessione di mercato il Catania ha subito, non operato con idee chiare dettate da scelte libere. Chi è arrivato lo ha fatto con la formula meno onerosa possibile: svincolati o prestiti”.
IL DUBBIO SUL 4-3-3
Da qui nasce anche una riflessione sul sistema di gioco. Il 4-3-3 pensato dalla società come modello di calcio offensivo e dominante potrebbe dover essere rivisto, almeno in alcune situazioni. “Oggi è il momento di riflettere se questo calcio dominante teorizzato sia necessario o sia più opportuno rivedere qualcosa a livello di accorgimenti tattici. Non puoi partire con un fardello di 5-6 occasioni da gol concesse agli avversari. Questo in Serie C lo paghi”.
DIFESA IN DIFFICOLTA’, DI MARCO UNICO BARLUME A BARI
Il reparto arretrato è quello che sta evidenziando le maggiori difficoltà. “La difesa balla paurosamente”. A centrocampo, invece, qualcosa di positivo si è visto con Di Marco, prima del suo infortunio. “Il centrocampo ha avuto un barlume di luce con Di Marco fino a quando non si è infortunato”. Vagliasindi sottolinea come proprio durante la presenza del centrocampista il Catania sia riuscito a sviluppare una manovra più fluida, fatta di movimenti e tempi di gioco corretti. Con l’ingresso di Corbari, invece, sono riemerse alcune delle difficoltà già mostrate contro l’Inter U23.
IL CENTROCAMPO SARA’ DECISIVO
Per Vagliasindi, tutto passa dalla qualità e dalla dinamica del centrocampo. La squadra ha bisogno di giocatori capaci di giocare rapidamente e di far arrivare il pallone agli uomini offensivi nei tempi corretti. “O hai un centrocampo dinamico, veloce, che gioca a uno o due tocchi, oppure vai in difficoltà. Per raggiungere quei tre davanti lo devi fare con i tempi giusti, per non dare alle difese avversarie la possibilità di chiudere gli spazi e non subire la superiorità numerica del Catania”.
POCHE CONCLUSIONI E TROPPI RISCHI
Il quadro complessivo restituisce una squadra che, pur dovendo teoricamente segnare più degli avversari, fatica a creare occasioni e concede troppo. “Il Catania dovrebbe fare un gol in più dell’avversario, ma tira pochissimo in porta, subisce tante occasioni e mette la difesa sotto stress”.
A Monopoli, inoltre, Vagliasindi ha evidenziato alcune prestazioni individuali poco convincenti, citando in particolare Jimenez e Cicerelli. Sul secondo, il giornalista è particolarmente critico: “Cicerelli fa un disimpegno folle, mettendo poi nelle condizioni il Monopoli di creare quell’uno-due con Scipioni e Garritano”.
TORRASI, CALIGARA E CODA: GLI INNESTI POSSONO CAMBIARE TUTTO?
La speranza è affidata anche ai nuovi innesti. Vagliasindi guarda con interesse all’inserimento di Torrasi, descritto come un giocatore dalle caratteristiche da playmaker e metodista, e di Caligara, mezzala tecnica, veloce e con capacità di inserimento. “Dobbiamo vedere se con l’inserimento di Torrasi, che ha caratteristiche da playmaker, metodista, e di Caligara, mezzala tecnica, veloce, con gol nei piedi, questo tipo di innesti darà a Longo quello che gli serve a centrocampo, perché gira tutto lì”.
Anche l’arrivo di Coda potrebbe rappresentare un’arma importante negli ultimi metri. “Considerando anche l’inserimento di Coda in avanti, che nei sedici metri in teoria su due palloni uno lo butta dentro”.
DI MARCO VA SOSTITUITO? COSA SUCCEDERA’ CON DINI, JIMENEZ E CICERELL?
Resta però aperto un interrogativo legato all’infortunio di Di Marco, per il quale sembra trattarsi di qualcosa di molto serio. Il Catania dovrà decidere se intervenire sul mercato oppure provare a ridisegnare il centrocampo con gli uomini già a disposizione. “Dobbiamo chiederci se Di Marco va sostituito o si resta così a centrocampo, riabilitando Di Tacchio?”.
Infine, Vagliasindi ha posto l’attenzione sul futuro di Jimenez, Cicerelli e Dini, tre giocatori che rappresentano situazioni differenti. Per quanto riguarda Dini, la società ha dimostrato di puntare in primis su Rinaldi. In relazione a Jimenez, invece, il giornalista ha ricordato l’interesse dell’Avellino, senza però arrivare alla conclusione dell’operazione. C’è poi la situazione di Cicerelli, per il quale si era parlato di un possibile prolungamento del contratto a condizioni economiche differenti. Nel frattempo resta vivo l’interesse dello Spezia.
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L’articolo STAMPA LOCALE – Vagliasindi: “Il Catania è strutturalmente scompensato. Il peso del ridimensionamento del budget” proviene da Tutto Calcio Catania.