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Torrisi: “La nostra è una Ferrari. Non ci sono gerarchie tra titolari e riserve”

31 Agosto 2026

Dopo il 4-1 alla Messana Riviera, nella gara d’andata del primo turno di Coppa Italia, il tecnico giallorosso Alfio Torrisi sottolinea il carattere mostrato dalla squadra: “La mischia è stata una scintilla. Non abbiamo mai rischiato nulla, loro hanno offerto una prova di valore, tenendo i ritmi alti. Non possiamo cadere nelle provocazioni ma neanche fare le belle signorine. Ferocia e cattiveria agonistica vanno sempre pareggiate, dobbiamo essere camaleontici e portare a casa il risultato e la promozione. Il fine giustifica sempre i mezzi”.

Giunta cerca un varco (foto Paolo Furrer)

Da Bonanno, Kragl, Sarao e Bollino, che nella ripresa hanno firmato il poker di reti, ai più giovani. Alla prima ufficiale l’allenatore ha ricevuto risposte importanti dall’intero gruppo: “Questa squadra non ha gerarchie, non ha titolari e riserve. Abbiamo giocatori che in D sarebbero titolari ovunque, ma serve diventare squadra. Non a caso abbiamo giocato con tre under, premiando Doni, che ha fatto una pre-season spettacolare, un 2007 all’esordio tra i grandi. Konate è ancora più indietro fisicamente. Chi non va forte durante la settimana non partirà titolare. Domenica prossima, magari, cambieremo qualcosa nell’undici”.

La concorrenza non manca, soprattutto in avanti, alla luce di un mercato di assoluto livello. Per Torrisi l’imbarazzo della scelta di settimana in settimana, un compito al quale è già stato ampiamente abituato: “Nel mio percorso ho avuto l’onore di gestire spogliatoi importanti a Trapani e Reggio Calabria, dove c’era gente che ha fatto la Serie A o l’Europa. Non ho mai avuto problemi perché cerco di ritagliarmi una leadership coerente e trasparente. Se puoi guardare tutti negli occhi non hai nessun tipo di problema. Possiamo ottenere la promozione soltanto con il lavoro e l’intensità. Non farò mai scelte dettate dalla simpatia, ho una grande responsabilità nei confronti di proprietà e piazza. Abbiamo totale libertà e il mercato lo dimostra. Nonostante le difficoltà possiamo vincere perché siamo i più forti. Siamo una Ferrari, gli altri hanno macchine buone ma con cilindrate inferiori. Dobbiamo essere motivati, quella è la benzina giusta”.

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