Torre del Grifo torna al centro dell’attenzione nella delicata fase che sta attraversando il Catania. Il quotidiano La Sicilia riaccende i riflettori sul centro sportivo acquistato dalla società rossazzurra lo scorso 19 febbraio, sottolineando il contrasto tra le promesse iniziali della proprietà e una situazione che, oggi, appare ancora lontana dalla piena operatività.
Tutto parte da una promessa fatta dallo stesso Ross Pelligra durante la visita al centro sportivo del 3 giugno, quando il patron aveva illustrato ai giornalisti i programmi per la struttura. L’obiettivo dichiarato era chiaro: completare rapidamente l’impianto per consentire alla prima squadra di allenarsi a Torre del Grifo e, successivamente, intervenire sugli altri settori del Village.
La realtà, però, è diversa. Proprio nelle scorse ore il Catania ha infatti chiesto e ottenuto nuovamente ospitalità a Misterbianco, utilizzando un campo in erba sintetica. Una soluzione che potrebbe non essere ideale in vista degli impegni agonistici più ravvicinati, anche se le prossime due partite rappresentano un’eccezione: la sfida di Coppa contro il Savoia e quella di campionato contro il Cosenza saranno infatti disputate al Massimino. 
Il terreno del Massimino, tra l’altro, proprio a causa delle temperature particolarmente elevate, necessita di cure costanti.
Il tema centrale è dunque quello della credibilità delle promesse della proprietà. «Dovrà spiegare, Pelligra. Per evitare che mille congetture emergano e che siano anche errate», scrive La Sicilia, sottolineando la necessità che il presidente faccia chiarezza.
Il patron dovrà «dimostrare con i fatti quel che ha detto nel recente passato e quello che si appresta a dire». Una considerazione che fotografa il clima di crescente diffidenza attorno alla società: «Adesso in pochi si fidano ancora di quel che promette. Pochi davvero».
L’acquisizione di Torre del Grifo aveva rappresentato un momento simbolico e operativo di grande importanza. La riapertura del centro aveva infatti suscitato entusiasmo nella città, anche per il suo valore storico: proprio in quella struttura il Catania di Pulvirenti aveva costruito una parte significativa della propria esperienza ai massimi livelli, compresa la storica permanenza in Serie A.
Per questo il ritorno di Torre del Grifo nella disponibilità del Catania sembrava destinato ad inaugurare una nuova fase, caratterizzata da maggiore programmazione, stabilità e rapporto con il territorio. Poi, però, «s’è bloccato tutto». Ipotizzando tra le possibili ragioni una carenza di fondi propri, accompagnata dalla difficoltà di ottenere un finanziamento necessario a rispettare i tempi previsti per gli interventi sui due campi in erba naturale destinati ad accogliere la prima squadra.
In casa Catania prevale il silenzio. Tutto ruota attorno all’attesa dell’arrivo del presidente e alla possibilità che il suo ritorno in città produca una svolta. Il rapporto tra società, pubblico e città sembra essere arrivato a un punto decisivo: eventuali ulteriori ritardi o mancate risposte potrebbero rendere definitiva la frattura con la tifoseria.
La Sicilia avverte che, in caso di rottura definitiva, «l’unica soluzione sarà vendere». Ma con una precisazione chiara: «a gente seria, non ad avventurieri di un pallone che da queste parti sembra più sgonfio di prima».
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L’articolo RASSEGNA STAMPA – La Sicilia: “Torre del Grifo, lavori al palo: adesso Pelligra deve spiegare” proviene da Tutto Calcio Catania.