In merito alle considerazioni espresse da Salvo Baio sulla mia presa di posizione riguardo alle dichiarazioni dell’assessore lombardo Guido Bertolaso, ritengo opportuno chiarire alcuni aspetti, affinché non si creino equivoci sul significato del mio intervento. Non ho mai sostenuto che la sanità siciliana funzioni adeguatamente, né intendo nascondere le gravi criticità che interessano i nostri territori. Da tempo denunciamo le liste d’attesa, le difficoltà di accesso alle prestazioni specialistiche, le carenze organizzative e le disuguaglianze che costringono tanti cittadini siracusani a rivolgersi a strutture sanitarie fuori dalla Sicilia.
I dati sulla mobilità sanitaria passiva e le difficoltà quotidiane incontrate dai pazienti dimostrano quanto sia urgente intervenire. Le attese di centinaia di giorni per esami diagnostici, come quelle richiamate da Baio, rappresentano situazioni che non possono essere considerate normali né accettabili. Ma proprio per questo occorre distinguere le responsabilità. Una cosa è denunciare le inefficienze della sanità siciliana e chiedere alla Regione e al Governo di intervenire; un’altra è mettere in discussione il diritto dei cittadini meridionali a recarsi in altre regioni per ricevere le cure necessarie.
La provocazione di Bertolaso, con il riferimento alla chiusura di confini, autostrade e aeroporti, non può essere liquidata come una semplice battuta. Il diritto alla salute non può diventare oggetto di una contrapposizione tra Nord e Sud, né i pazienti che si spostano possono essere considerati un problema da contenere.
I cittadini siciliani non scelgono di allontanarsi dalla propria terra per piacere, ma perché spesso non trovano vicino casa le risposte di cui hanno bisogno. È proprio questa la questione che continuiamo a sollevare. La provincia di Siracusa sostiene ogni anno un rilevante esborso per la mobilità sanitaria passiva, mentre le nostre strutture dispongono anche di professionisti di grande valore che meritano di essere messi nelle condizioni di operare al meglio.
Non c’è alcuna contraddizione, quindi, tra la denuncia delle carenze locali e la difesa della libertà di cura. Sono due aspetti della stessa battaglia: garantire ai cittadini prestazioni tempestive, strutture efficienti, personale adeguato e servizi sanitari all’altezza dei loro bisogni. Le responsabilità politiche e amministrative devono essere affrontate senza sconti, a Palermo come a Roma. Ma non possiamo chiedere ai pazienti di pagare il prezzo delle inefficienze del sistema.
Ringrazio Baio per aver richiamato l’attenzione su una realtà che merita di essere affrontata senza reticenze. Su questo siamo certamente d’accordo: la sanità siciliana ha bisogno di risposte concrete, non di ulteriori polemiche. La nostra richiesta resta semplice: non vogliamo privilegi per Siracusa e per i siciliani. Vogliamo gli stessi diritti e le stesse opportunità di cura garantiti a tutti i cittadini italiani.
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